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Attraverso
la promozione di particolari attività, GLI ANIMATORI
INTERCULTURALI sono in grado di creare contesti
formativi, in cui ogni componente del gruppo di lavoro è
messo in condizione di poter partecipare alle attività
proposte in assoluta parità rispetto agli altri. La
situazione che scaturisce è caratterizzata dall'
uguaglianza nella diversità, una sorta di azzeramento
culturale, che diviene punto di partenza per un
itinerario di conoscenza e di valorizzazione dell’altro
più facilmente percorribile, grazie alla condivisione
degli obiettivi e alla reciprocità degli scambi.
Attraverso il gioco,
l’insegnamento aperto, dialettico, dialogico e creativo,
l’uso di metodologie attive, partecipate e di
laboratorio, l’animatore interculturale è in
grado di stimolare negli alunni la curiosità e il
desiderio di entrare attivamente nello scambio
interculturale, di destrutturate la classe, di rivedere
la dinamiche relazionali in atto e di suscitare
atteggiamenti empatici nei bambini.
Questi ultimi sono
chiamati, attraverso il coinvolgimento in prima persona,
a vivere la bellezza e la difficoltà dell’incontro, a
mettere in gioco la propria identità culturale e ad
entrare in relazione con quella altrui attraverso un
percorso destinato a far riconoscere i modelli culturali
alternativi a quelli esistenti e ormai consolidati.
Stefania Carboni e
Giorgio
Caselli
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