|
1. La storia.
Il Centro di Ricerca E
Mediazione Interculturale fanese
c.r.e.m.i.
è, ubicato all’interno dei locali dell’Assessorato ai
Servizi Educativi della città e da quest’anno coordinato
dai responsabili del laboratorio territoriale “Città dei
Bambini”.
La crescente presenza di alunni stranieri
nelle scuole, il desiderio di migliorarne l'inserimento
con programmi di accoglienza valorizzanti la cultura
d'origine e di acquisizione di quella ospitante, stanno
alla base delle motivazioni che legittimano la nascita
di questa struttura.
Il
c.r.e.m.i.
oltre a promuovere la conoscenza reciproca di usi,
lingue e costumi, si propone di creare condizioni
formative aperte al confronto, aiutando autoctoni e
stranieri a superare le difficoltà di comunicazione e
coadiuvando le famiglie di questi ultimi nel rapporto
con le istituzioni locali.
Nato formalmente nel 2003 da un accordo
interistituzionale tra Regione Marche - “Centro
regionale per l’infanzia l’adolescenza ed i giovani “ e
Comune di Fano, la genesi del
c.r.e.m.i.
affonda, però, le sue radici in una molteplicità di
azioni promosse sin dai primi anni Novanta dalle
amministrazioni del territorio ed è dunque espressione
della loro particolare sensibilità nei confronti di
inedite esigenze provenienti dal mutato contesto
sociale.
Tra le iniziative interculturali
propedeutiche l’istituzione del centro e preesistenti
nella regione, vanno senz’altro menzionati i sistematici
monitoraggi finalizzati a rilevare la presenza di
stranieri nel territorio, l’implementazione di risorse
finanziarie e umane destinate all’attuazione di progetti
educativi sulla diversità e l’effettuazione di seminari
di aggiornamento tenuti da esperti in materia.
Tuttavia, poiché le istituzioni sociali
che, per ovvi motivi, hanno dovuto misurarsi
maggiormente con le complessità derivanti dalla
crescente multietnicità sono state quelle scolastiche,
un ampio contingente di azioni è stato pensato e
progettato per essere destinato ai docenti ed attuato
proprio nelle scuole.
È questo anche il caso di Fano, dove la
precoce messa in opera di iniziative interculturali ha
creato i presupposti teorici e stabilito i principi di
riferimento per la nascita del
c.r.e.m.i.
stesso. Lo testimoniano i numerosi progetti
sostenuti e le tante attività attuate dai Servizi
Educativi della città, tra cui spicca quella della messa
a disposizione delle scuole di animatori esperti in
attività musicali, ludiche, drammatico-espressive,
manipolative, artistiche e di lingua straniera, con il
compito di inserirsi nel lavoro curricolare ed
extracurricolare delle classi, potenziandone tutte le
sollecitazioni interculturali.
L’idea ha tratto spunto dalla convinzione
che l’insegnamento laboratoriale di linguaggi
sconosciuti in ugual misura a tutti gli alunni –
stranieri e non - consente una sorta di azzeramento
delle conoscenze e pone ciascun allievo nella condizione
di potersi esprimere liberamente, valorizzando personali
abilità. L’utilizzo del laboratorio, il più delle volte
attivato per portare a compimento un progetto comune –
come la realizzazione di un pannello destinato ad ornare
l’edificio scolastico, di scenografie di uno spettacolo,
di costumi e oggetti scenici utili alla
rappresentazione, di un coro in lingua straniera, ecc.
-, era teso a valorizzare ulteriormente la capacità
comunicativa tra i soggetti, consentendo il superamento
degli ostacoli imposti dalla diversità della lingua,
spezzando le dinamiche relazionali della classe e
favorendo una valutazione dell’altro secondo criteri
diversi da quelli tradizionali del profitto scolastico.
Nel dare pari dignità a tutti gli alunni,
stranieri e nativi, gli enti fanesi proponenti delle
attività davano così dimostrazione di aver individuato
precocemente il senso autentico dell’intercultura e di
saper dar vita ad una progettualità impostata secondo i
canoni dello scambio arricchente e vicendevole.
Contestualmente alla pianificazione di
tali interventi formativi – più specificatamente
orientati in direzione interculturale - i Servizi
Educativi e il laboratorio “Città dei Bambini” hanno
elaborato progetti destinati ad approfondire più
genericamente il concetto di diversità. Tali
proposte non sono da considerarsi estranee
all’attuazione del programma interculturale e, anzi,
possono essere considerate complementari allo stesso,
dal momento che il riconoscimento e il rispetto di ogni
tipo di differenza - sia essa culturale, sociale, fisica
o di altro genere - costituiscono fondamenti intrinseci
dell’integrazione.
Un’altra tappa rilevante nel processo di
formazione del
c.r.e.m.i.
è stata l’emanazione della legge regionale n. 3 del
5/1/1994, che ha destinato finanziamenti agli emigrati
marchigiani allo scopo di facilitarne il reinserimento
nella regione al loro rientro dall’estero. In realtà la
normativa è stata estesa in modo generale agli individui
provenienti da altri territori stranieri, includendo,
così anche il caso degli immigrati. Beneficiando di tali
disponibilità economiche, gli enti del fanese hanno
organizzato corsi di lingua italiana per stranieri e ciò
ha permesso una drastica riduzione delle distanze con la
realtà degli immigrati, nonché una conoscenza più
puntuale delle loro difficoltà d’inserimento nella
cultura dominante.
Sempre a metà degli anni Novanta veniva
progressivamente delineandosi un’importante
collaborazione con il centro interculturale
c.o.m.e., ubicato a Milano e pertanto in una
regione, quella lombarda, che per prima in Italia ha
dovuto misurarsi con le complessità derivanti dall’alto
indice di presenze straniere nel proprio territorio. Il
contatto con questa realtà extraregionale si sostanziò
nel 1999 con degli interventi di aggiornamento, di
esperti in processi di integrazione e di intercultura,
quali D.Demetrio e G.Favaro: le conferenze catalizzarono
l’attenzione di educatori e insegnanti appartenenti a
vari ordini di scuola.
Una svolta decisiva nella storia del
c.r.e.m.i.
si ebbe poi nel 2000, quando per una delibera
di Giunta Comunale, tutte le attività autonomamente
promosse dai Servizi Educativi confluirono in un disegno
meglio definito, acquisendo un primo riconoscimento
formale con l’istituzione di un Centro di
Documentazione: tale formalizzazione suscitò l’interesse
dell’Amministrazione Regionale, anch’essa da tempo
implicata nella gestione della questione intercultuale.
Il definitivo passaggio a centro
interculturale avvenne, però, nell’anno successivo e fu
ratificato da alcuni assessori e funzionari marchigiani
(regionali e comunali) referenti di strutture con
intenti coerenti al problema dell’integrazione
straniera. Durante l’incontro - al quale prese parte
anche la stessa Favaro - vennero poste in evidenza le
esperienze interculturali pregresse maturate nel
territorio fanese, in particolar modo quelle degli
animatori interculturali e dei progetti formativi
realizzati nelle scuole.
L’infittirsi delle relazioni ha reso nel
tempo possibile l’individuazione di una istituzione
regionale interlocutrice del centro interculturale
fanese, il Centro Regionale di Documentazione e Analisi
per l'Infanzia e l'Adolescenza delle Marche; dalla
convenzione tra il Comune di Fano e questa struttura
regionale, con atto n. 336/2003, nasce, appunto,
formalmente il
c.r.e.m.i..
Gli ultimi anni di vita del centro sono
stati segnati da una proliferazione di attività e di
iniziative che se da un lato hanno mantenuto una
soluzione di continuità con le esperienze pregresse,
dall’altro hanno cercato sempre nuovi stimoli per
migliorare la propria azione sul territorio, rendendola,
possibilmente, sempre più efficace.
Rientra in questo spirito d’azione
l’individuazione e la richiesta di collaborazione di
genitori di alunni frequentanti le scuole dell’obbligo,
provenienti dalle aree geografiche cui appartiene il
contingente più cospicuo di immigrati presenti nei
contesti classe. I genitori che hanno dichiarato la loro
disponibilità a collaborare, sono stati investiti dal
c.r.e.m.i.
dell’importante ruolo di mediatori
linguistici e culturali con il compito di affiancare
l’inserimento di alunni stranieri e di intervenire in
progetti scolastici interdisciplinari, favorendo il
processo di conoscenza e di integrazione culturale
reciproca.
Contestualmente all’azione di ampliamento
del personale interno l’istituzione, in questi ultimi
anni ha costantemente ricercato collaborazioni e
relazioni con enti e associazioni territoriali con
interessi interculturali, dimostrando di saper cogliere
sempre nuove sollecitazioni e di crescere conservando
un’impegnata attenzione nei confronti delle richieste
provenienti dal territorio.
2. Le relazioni e collaborazioni della
rete.
Proseguendo sempre animato dalle iniziali
convinzioni e facendo continuamente riferimento agli
originali principi, il
c.r.e.m.i.
ha attualmente implementato e meglio strutturato la
sua azione, e la recente coordinazione della struttura
appannaggio del laboratorio “Città dei Bambini” non
rappresenta che un’ulteriore occasione per potenziare
ancora di più la propria attività.
Nel processo di maturazione e di
definizione del centro un ruolo di grande importanza
l’hanno avuto le collaborazioni e le convenzioni che il
c.r.e.m.i.
ha saputo stabilire con enti e associazioni
territoriali a diverse scale (nazionale, regionale,
locale) e a differenti livelli (ricerca, scambi di
iniziative e di progetti, pubblicazioni, ecc.).
A livello nazionale il
c.r.e.m.i.
è in comunicazione costante con tutti gli
altri centri interculturali che si sono formati nel
territorio italiano e, in particolar modo, intrattiene
stretti contatti con il centro
c.o.m.e.,
capofila italiano e punto di riferimento per la
sperimentazione di nuovi modelli educativi, nonché per
la pubblicazione dei materiali prodotti. Una rete
telematica unisce, inoltre, tutti i centri
interculturali presenti nella penisola, i cui operatori,
responsabili ed esperti si incontrano annualmente in
convegni nazionali finalizzati allo scambio di
esperienze e alla riflessione teorica.
Analoghi momenti di confronto costruttivo
vengono organizzati in ambito regionale, livello
territoriale in cui il centro fanese esplica con vigore
la propria azione di coordinamento delle iniziative
interculturali e che pertanto lo vede ampiamente
interrelato con altri enti e istituzioni competenti.
Oltre al già citato Centro Regionale di Documentazione e
Analisi per l'Infanzia e l'Adolescenza delle Marche con
cui organizza sistematicamente progetti a dimensione
regionale e dal quale riceve costanti aggiornamenti
legislativi o dati sull’immigrazione marchigiana, il
c.r.e.m.i.
collabora con l’Assessorato all’Istruzione e alle
Politiche Sociali. Un’intesa, questa che consente tra
l’altro la pubblicazione dei materiali prodotti, la loro
divulgazione nel territorio e la partecipazione a
progetti nazionali ed europei comuni. Rilevante è pure
l’intenso scambio che il centro intrattiene con varie
istituzioni marchigiane che si occupano di sviluppare
ricerca nel territorio sulle tematiche e sulle questioni
che ruotano attorno all’educazione interculturale. A tal
proposito si considerino le collaborazioni con
l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa (IRRE), con la
Direzione Scolastica Regionale (DSR) e con vari Enti di
Ricerca dell’Università degli Studi “Carlo Bo” di
Urbino, tra cui spicca quella con l’Istituto di
Interfacoltà di Geografia, diretto da P. Persi.
Oltre all’individuazione e alla
sperimentazione di innovativi modelli
educativo-didattici e strategie educative, queste
relazioni permettono l’organizzazione di importanti
convegni e di giornate di studio che costituiscono
preziose occasioni per l’avanzamento della ricerca in
ambito interculturale.
Non meno rilevante la rete di enti che il
c.r.e.m.i.
gestisce a livello locale, ambito in cui
ha maturato convenzioni con vari organizzazioni di
volontariato, tra cui va indubbiamente posta in evidenza
quella con l’Associazione MILLEVOCI, con l’ausilio della
quale, oltre alla catalogazione dei materiali e
co-gestione della biblioteca multiculturale, il centro
promuove corsi di lingua italiana per adulti stranieri.
Sempre nell’ambito territoriale locale il
centro opera in costante contatto con le scuole di ogni
ordine e grado, fornendo consulenza scientifica,
supporto tecnico, messa a disposizione di risorse umane
e materiali. Da ultimo, ma non per questo meno
importante, va evidenziata la disponibilità che il
c.r.e.m.i.
dimostra nei confronti della popolazione residente,
straniera e non, alla quale offre servizi di consulenza,
di consultazione o prestito dei libri e delle riviste
contenuti nella biblioteca
Principali attività e servizi.
Il
c.r.e.m.i.
opera nel territorio, dimostrando sensibilità ad
accogliere ed interpretare i bisogni dei cittadini:
all’interno del suo staff di lavoro compaiono
individui con competenze e specializzazioni diverse.
Tale presenza di figure appartenenti a diversi ambiti
professionali garantisce vivacità nella pianificazione
di percorsi mirati, di interventi sinergici, consentendo
di mantenere costantemente ampia l’offerta dei servizi
che il centro è in grado di offrire e varia la sua
utenza.
Già citato in precedenza, il sostegno
alle attività scolastiche rappresenta senz’altro
l’attività più importante che il centro svolge nel
territorio: essa spazia dalla consulenza scientifica,
alla messa a disposizione di esperti coadiuvanti
l’integrazione culturale e linguistica degli alunni
stranieri, all’elaborazione di progetti
interdisciplinari, alla pianificazione degli interventi
di animatori e mediatori interculturali. Recentemente la
collaborazione con le scuole ha trovato innovative
modalità di espressione: grazie al contatto con gli
Istituti di Ricerca Universitaria, il
c.r.e.m.i
ha attivato sperimentazioni laboratoriali sostenute
dalla disciplina geografica qui intesa come efficace
veicolo di interculturalità.
Altra rilevante attività è quella che
ruota attorno alla catalogazione di testi, materiali e
strumenti didattici: la biblioteca comprende volumi di
vario argomento (storico, geografico, letterario)
scritti in diverse lingue, oltre ad un ricco repertorio
di materiale interculturale formativo ed informativo a
disposizione per consultazione e prestito, utilizzabile
dalle scuole o da quanti siano interessati.
Non meno importanti sono le già citate
iniziative di studio, di aggiornamento e di confronto di
esperienze che il
c.r.e.m.i.
attua in collaborazione con i soggetti facenti parte
della rete territoriale. Di particolare rilievo sono
stati i due convegni nazionali (Storie narrate e
storia di sé – V incontro nazionale del C.I. – 10-11
ottobre 2002; Intercultura-Geografia-Formazione –
Convegno Nazionale promosso dall’Istituto di
Interfacoltà di Geografia dell’Università degli Studi
"Carlo Bo" Urbino – 5,6,7 marzo 2004), gli incontri del
ciclo “Ti racconto il mio paese…” e le mostre
dell’Associazione ONG “Chiama l’Africa”. Di
queste iniziative gli operatori ed esperti del centro e
degli uffici regionali hanno curato la pubblicazione dei
materiali e degli atti, che hanno poi provveduto a
diffondere a livello locale e nazionale.
Accanto a questa azione prettamente
sostenuta da intenti formativi vi è poi quella
informativa che il
c.r.e.m.i.
esplica mediante incontri-dibattito destinati a
genitori stranieri e finalizzati a fornire indicazioni
sull’organizzazione e sul funzionamento della scuola
italiana: la partecipazione dei mediatori linguistici a
questi momenti garantisce la trasmissione e la
comprensione fedele delle informazioni.
Il servizio di sportello, infine,
garantisce, tra le altre cose, un’informazione e una
consulenza competente sulla normativa vigente per gli
alunni stranieri, sempre utile a tutti gli operatori del
settore educativo (docenti, operatori sociali, personale
di segreteria, ecc). |